Dottoressa Marina Trivelli

DOTTORESSA MARINA TRIVELLIUN CHIRURGO PER L'AFRICAANGOLA CHIULO PICCOLE STORIESEDICI MODI DI DIRE VERDE CUAMM
13 anmarinatrivellini, entra negli scout e decide di diventare medico per andare in Africa. Durante la specializzazione parte da sola, volontaria in India, Filippine, Camerun e capisce in modo definitivo che è la sua strada. Nel 2002, è in Angola. Nell’Ospedale di Chiulo, nel profondo sud della Regione di Kumene, al confine con la Namibia, in piena savana è impegnata in un progetto che ha come obiettivo la prevenzione e la riduzione del contagio dell’AIDS tra le principali cause di morte. In un Paese ancora in guerra, la “Doctora” come la chiamano in questo sperduto angolo del mondo, si confronta subito con i disastri di un conflitto che ha seminato morti, rifugiati, mine e ha praticamente azzerato le infrastrutture del Paese, comprese scuole e sanità. Ma alla fine della guerra, Marina vede riaccendersi la speranza e oggi, a 40 anni, è direttrice clinica dell’Ospedale di Chiulo, struttura che assiste una popolazione di oltre 500.000 abitanti e che dà lavoro a 120 persone. Ogni giono dalle piste di sabbia arrivano alla spicciolata madri e nonne con i bambini per mano, adulti dal passo lento con la cartella clinica bene in vista. Aspettano il giro di visite dei medici, che inizia alle 7.30. Soprattutto, aspettano che arrivi la marina9“doctora“ Marina, mente e cuore di questo ospedale da 200 posti letto, sempre sovraffollato. A Chiulo i bambini sono in genere metà dei ricoverati. Fino al 2005 dilagavano le epidemie di meningite. Quando il Governo si è impegnato con le campagne di vaccinazioni, la meningite si è ridotta, ma si muore ancora di diarree, malaria, infezioni respiratorie acute. L’Angola è ricca di petrolio e diamanti, però solo il 5% della popolazione vive bene e il divario tra ricchi e poveri è enorme. Non si arrende mai la “doctora”, non l’ha fermata neanche un grave incidente d’auto nel 2004 e, dopo lunghi mesi di riabilitazione, è tornata in Africa. Con la sua tempra di lottatrice alla fine accetta la vita e la morte come i pazienti africani e ha imparato a pregare dicendo: «Sia fatta la tua volontà».

Oggi Marina vive a Lerici e lavora presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile S. Andrea di La Spezia.

Articolo preso dalla menzioni speciali del Premio internazionale “la Donna dell’anno” 

Premio Soroptimist 2010