Padre Claudio Moscatelli

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–  Nato a S.Maria di Godano (SP) il 6-4-1932;

–  Parte nel 1978 per la missione in Kenya;

–  Nella missione di Karungu, regione delle più sottosviluppate all’estremo ovest del Kenya, tenta di portare qualche goccia d’acqua nella vigna del Signore con il suo lavoro pastorale e sociale. In questa missione fa erigere, nel 1995,  un grande ospedale per evitare alla gente di ricorrere ad un’ altro distante circa 100 Km. dal luogo e raggiungibile per mezzo di  strade disastrate e inimmaginabili. Questa costruzione consente di dare lavoro a tanti giovani che non hanno occupazione;

–  Nel 1996, dopo un breve tempo trascorso nella missione di Tongo, i superiori lo destinano alla missione di Macalder (Kenya). La zona è arida, piove poco, il terreno sabbioso e ghiaioso frena lo sviluppo dell’agricoltura e della semina. La gente vive in estrema  miseria. Funziona nella missione, con l’aiuto di tre suore,  un ambulatorio e un asilo. In modesti ambienti, con due dormitori e zona cucina, vengono accolti, fra il sabato e la domenica, circa 150 ragazzi e ragazze.

–  Nel 1997 porta a termine un gran refettorio per offrire cibo ai ragazzi e catecumeni;

–   Nel 1998 apre la scuola primaria. I bambini, soprattutto orfani e più indigenti, vengono accolti negli ambienti della missione nell’attesa della costruzione delle aule scolastiche. Il nuovo complesso,     terminato verso la fine del 1999, entra in funzione nel gennaio del 2000. Ora conta cinque classi con un totale di 275 bambini. Molti di questi sono sostenuti con adozioni a distanza; Nel 2000 bada a dar corso ai lavori per la costruzione di vasche atte a raccogliere l’acqua piovana per la mancanza del vitale elemento nel sottosuolo;

–   Il 17 gennaio 2002 prende  inizio la costruzione, in cemento armato, del “Ponte per la vita”, che terminerà il 28 giugno del 2002. Inaugurato il 18 agosto 2002, il ponte, è lungo metri 64 e largo metri 3,50. Il fiume, benedizione per l’acqua che giunge abbondante nei periodi di pioggia, rappresentava un grave problema per 22 comunità (paesi) perché impediva di portare gli ammalati alla missione per essere curati e i bambini per essere vaccinati e assistiti; inoltre era un quotidiano problema per i ragazzi che frequentano la scuola della missione. Il ponte ha eliminato tutti questi impedimenti divenendo  un ponte portatore di vita e sviluppo per tutta la zona;

–  Nel 2003 la missione inizia ad accogliere i neonati le cui madri muoiono durante il parto o poco dopo. Nonostante l’assistenza delle suore e qualche volontario la mortalità dei neonati è alta. Gli orfani aumentano sempre più a causa dell’AIDS e della malaria. Trecento sono i ragazzi seguiti con le adozioni a distanza, ma la missione conta più di mille orfani fra quelli che dovrebbero frequentare le scuole elementari. Si pensa anche di acquistare un pezzo di terreno per fare un’opera a favore delle vedove, le cui condizioni umane, causa le tradizioni locali, sono delle peggiori. Il progetto tende a dare alle vedove una certa indipendenza senza essere costrette a sottostare alle leggi e costumi delle loro tribù;

–  Nel 2005 sono in corso i lavori per la costruzione della scuola secondaria per le ragazze orfane o molti indigenti. La speranza è di vederla aperta nel febbraio 2006.